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17 maggio 2020

Per te

In Cammino

Ho fatto dei progetti allo specchio
Preso scelte e un indirizzo
che ormai è vecchio

Ho fatto i conti per finire sempre in pari
Ho preso a calci anche le mie paure
per non dover aver paura di volare

E mi addormento stanco e mi sveglio con te
E faccio incubi ma la paura non c'è 
Schiaccio insetti su letti sfatti
di uomini pavidi e cuori inetti

Ho separato la strada in tappe
tra vie sbagliate e insoddisfatte 
Ho preso calci e stonato canzoni,
quella più bella per tempi migliori 

E faccio sogni che vegliano su di te
Dormo leggero e la paura non c'è 
Percorro strade con gambe dolenti
ma il cuore è pieno di dolci intenti

Sono gli incontri che fermano il tempo                                                               
Sono le emozioni che rendono il viaggio intenso
È la mancanza che posso colmare
Basta il tempo, è ora di andare

Sono gli incontri che ferman l’andare
in un istante che posso colmare
Ogni momento per averti vicino
E’ ora di andare y Buen Camino!

Spagna, Cammino Francese 2017

16 febbraio 2016

Dello scrivere

Scrivere è sempre stata una cosa che mi piace molto.
Ho scritto canzoni, piccoli racconti incompleti, lettere.
Ma anche post tipo questo.
Scrivere è sempre stata una cura incredibile. Spesso è stata un'urgenza che mi permetteva di buttare fuori alcune cose, per sentirmi più leggero.
Ecco! Se volessi dare una definizione sarebbe: scrivere è un'urgenza. Incontrollabile, inarrestabile e insopprimibile. 
Non tutti gli scritti sono uguali, chiaramente.
Una lettera, ad esempio, è, di per se, molto strana.
Parte dal presupposto che si stia parlando con qualcuno che, in quel momento, non è presente.
Questo qualcuno la leggerà per conto proprio. Quindi, il tempo e lo spazio che separano mittente e destinatario possono fare molta differenza per quanto riguarda la percezione del messaggio.  Inoltre, mentre si scrive, si immaginano le reazioni di chi leggerà. Su questo aspetto, si tenderà a tirare ad indovinare
Una canzone è tutto un altro sport. 
È, di solito, ispirata ad alcuni fatti. Pubblici o privati. E si arroga il diritto di esprimere il mio punto di vista in poche righe e parole. Parole che dovranno anche suonare!
Molte volte è stata una persona ad ispirare la canzone. Il classico: questa canzone l'ho scritta per...oppure...è dedicata a...
Come ho avuto modo di dire più volte, il bello di una canzone scritta per qualcuno è che, se tutto finisce, la canzone resta. Come un figlio. Lo fai in due ma poi sarà grande ed andrà via con le sue gambe. 
Un post è molto strano di per sè. Un blog è una sorta di diario ma, mentre scrivo, so che è pubblico e quindi leggibile da chiunque. Teoricamente. Questo mette un pò di freno ad una sincerità senza macchia. Diciamo che si potrebbe tendere ad omettere.
Ma forse è la vita che è così: preferiamo omettere piuttosto che guardare in faccia la realtà.

14 febbraio 2016

Niente suona per caso

Nel nuovo disco dei Marlene Kuntz, c'è questo brano. Niente da dichiarare.

Un attimo divino

Un groppo in gola e la tua voce
si è sgretolata un po':
un pianto di liberazione
ti stava per invadere.
Dal mio telefonino
immagino la rinascita
degli occhi tuoi fatati, lucidi
e pronti a risplendere.

E penso alla tua fulgida
bellezza nobile
quando sei commossa e fragile

E' stato un attimo divino
di transito
dalla disperazione a una gioia
diffusa e palpabile
Così che pur essendo
lontano chilometri da te
si è propagata la vibrazione
di un lampo inenarrabile

Eppure gli spettri
agitano i tuoi sonni
e il mattino
Spesso ti accoglie sciupata.
Ombre di cupe angosce
velano il tuo sguardo
spento, avvilito, snaturato.
Me ne parli con premura e dignità,
e mi uccide saperti così.

Ma io ti stringerò
quando sarai con me
e quelle lacrime
una ad una asciugherò.

Si io ti stringerò
quando sarai con me
e dalle lacrime
tornerai a sorridere

13 aprile 2014

Non c'è più molto tempo e non c'è nessun rumore...

Non esistono le epifanie. Non ci sono momenti nei quali capisco cosa potrebbe essere giusto e cosa no.
L'illuminazione lascia il posto alle sensazioni che mi guidano in una certa direzione interiore.
In questi giorni, ho capito che cercare la felicità non ha nessun senso perchè è un concetto utopico e, di conseguenza, non è una meta raggiungibile.
Nella realtà dei fatti, devo cercare, e seguire, la strada che più si avvicina alla felicità; quella che, per il solo viaggiare, mi fa stare bene.
Il momento illuminante lascia il posto alle sensazioni e la felicità si fa da parte per un viaggio lieve e felice.
In ogni caso, devo avere i coglioni. In caso contrario, meglio restare sotto le coperte.
"...That's one more time around... the sun is going down...
The moon is out, but he's drunk and shouting...putting people down
He's pissing... he's living... a day he'll soon forget..."

8 aprile 2014

La musica è finita

La solitudine è l'unica medicina che conosco. E' l'unica stanza della mia anima dove posso ritrovarmi con persone fidate (me stesso) e parlare di tutto senza filtri, mettendo a nudo ogni più piccola cosa.
E' il luogo nel quale, quando leggo e rileggo una pagina senza capire, posso decidere di voltarla e passare alla successiva.
A forza di rileggere sempre le stesse righe, le stesse frasi, le stesse pause, la vista si annebbia e perdo di vista l'obiettivo assoluto: un sano benessere epicureo. La ricerca totale dello star bene.
Mentre per il corpo serve solo allenamento fisico, per la mente devo staccare. Devo essere distaccato e razionale, valutare gli eventi secondo giuste proporzioni logiche. Il cuore, invece, seguirà la ragione e la modellerà a suo piacimento.
Certe pagine vanno girate, prima di rimanere schiacciati perchè, in definitiva, niente è eterno e la gente va sempre via.

16 ottobre 2013

Lampi di onestà. Lighning Bolt, Pearl Jam



Dare un giudizio su un nuovo disco dei Pearl Jam è difficile quanto rispondere alla domanda “vuoi più bene al babbo o alla mamma?”.

Dare un giudizio sulla nuova uscita della band che ti ha cresciuto e cullato negli ultimi 22 anni pone di fronte a dubbi etici di difficoltà pari alla soluzione del cubo di Rubik (o Rubrik o come si chiama).

Dare un giudizio sul nuovo album della band che ha, come cantante e autore, la persona che io, e non credo sia un mistero, considero un’eccellenza del genere umano, risulta scomodo.

Difficile e scomoda è la strada di chi si pone in tale situazione.

11 marzo 2013

One more drink...

 Dave Matthews - Grace is gone

"...Neon shines through smoky eyes tonight
It's 2 AM, I'm drunk again
It's heavy on my mind
I could never love again
So much as I love you
Where you end where I begin
Is like a river going through
Take my heart, take my eyes
´Cause I'll need them no more
If never again they'll fall upon
The one I so adore

Excuse me please, one more drink
Could you make it strong
'Cause I don't need to think
She broke my heart
My Grace is gone
Another drink and I'll move on

One drink to remember, another to forget
How could I ever dream to find a love like this again?
One drink to remember, another to forget...

Excuse me please, one more drink
Could you make it strong
'Cause I don't need to think
She broke my heart
My Grace is gone
Another drink and I'll move on
One more drink and I´ll move on ...

You think of things impossible
Then the sun refuses to shine
I woke with you beside me
Your cold hand lay in mine

Excuse me please, one more drink
Could you make it strong
'Cause I don't need to think
She broke my heart
My Grace is gone
Another drink and I'll move on
One more drink and I´ll move on
One more drink, my Grace is gone..."

27 febbraio 2013

Impressioni di febbraio

"...Quando è stata quell'ultima volta
che ti ho vista e poi forse baciata
dimmi adesso ragazza d'allora
quando e dove te ne sei andata
perchè e quando ti ho dimenticata.
Ti sembrava durasse per sempre
quell'amore assoluto e violento
quando è stato che finito il niente
perchè è stato che tutto si è spento
non ha visto nemmeno settembre..."

25 gennaio 2013

Ti devo una canzone...

La vita è fatta di promesse e compromessi.
E' costellata di fermate obbligatorie e carte firmate volontariamente.
Ritengo che ogni promessa vada mantenuta a meno che non incida sulla propria libertà personale, sul desiderio di migliorare la propria esistenza.
Nella vita ho pronunciato, a volte, alcune parole che sono risuonate come una promessa. E, forse, volevano esserlo. Promessa che ho sitematicamente tradito. E, oggi, posso prendermela con chi voglio: il governo, la mafia, i fascisti, il mio vicino, ecc.. Il fatto è che il vero colpevole sono io.
Se il concetto di Karma fosse applicabile nella relatà, non mi si prospetterebbe un futuro roseo.
E, purtroppo, mi sono reso conto che, il fermarsi a riflettere, capire gli errori e cercare in ogni modo di porvi rimedio, non serve. Non è servito. La magia che sarebbe servita non c'è stata. E quel "qualcosa" che sembra rimasto sospeso è, relamente, così...sospeso. E' li sopra. Lo potremmo quasi afferrare e tirare in mezzo a noi.
Sospeso come una melodia, come un riff di chitarra, come le parole di una canzone...



Questo non giorno per ridere o morire

Stanze vuote cicliche e aride

Patina opaca copre il candore

il colore del lutto unico a brillare



E mi ammanto di aridità impeccabile

E mi mostro con lucidità nobile

E mi mostro senza volgarità inutile

E mi vesto di vuoto colpevole



Il silenzio ha sguardo truce

È come un’alba senza la luce

Restan risate e sbuffi d’estasi

Sotto un giogo di aridità cremisi



Siamo venere apparsa nei cieli meno neri

Siamo labbra sfiorate di pioggia e sole

Pugni stretti più chiari di mille parole

Siamo polvere tenuta insieme dai pensieri

23 settembre 2012

FdG

De Gregori mi fa sempre uno strano effetto.
Per me, è un pò diverso rispetto agli altri cantautori italiani.
De Andrè è quello della poesia pura, intellettuale che parla di emarginati. Forma e sostanza.
Guccini è Guccini. Una sorta di padre aggiunto. E' quello di quando ero ragazzino, quello dell'esser fieri del proprio sognare; anche attraverso il suo sguardo lucido sul mondo.
Francesco De Gregori di Roma è, per me, particolare.
E' quello della memoria. Del ricordo. Non legato a qualcuno o qualcosa, necessariamente.
Il suo scrivere e cantare odora di Roma, di storie, di occasioni perse, di personaggi realisticamente inventati.
De Gregori è malinconia. Splendida malinconia.
Mi ricorda lei. Anche se non ci sono canzoni legate a quel periodo.
O forse sono io che non dimentico e do la colpa a lui...

 "...nessun calcolo, nessun senso, dentro questa paralisi..."


12 giugno 2012

2012.06.10 - Stadio "Artemio Franchi", Firenze. Bruce Springsteen & The E-Street Band": Who’ll stop…

Acclamato, desiderato, atteso…alle venti e trenta sale sul palco con le sue Telecaster e la sua E-Street Band. Non scenderà prima che siano passate tre ore e venti.
Il Boss parte forte: “Badlands e “No Surrender”. Un “uno-due” che ti stacca i piedi dal suolo, che spinge in alto le mani e fa uscire la voce.
Dopo la coppia iniziale e un terzetto dal nuovo disco, è il momento di “My city of ruins”. E la mente corre a tre anni fa, a Roma, quando la dedicò a L’Aquila, mentre oggi si pensa anche all’Emilia mentre si ascolta una versione piuttosto gospel e dilatata che, forse, ha tolto un po’ di carica emotiva al brano.
E poi avanti, alternando vecchi cavalli di battaglia ai brani del nuovo disco (non tutti riuscitissimi, a mio parere).
E poi...pronti? via!...Dopo venti minuti inizia a piovere. Una pioggia di canzoni accompagnata dalla pioggia, quella vera. Qualcuno abbandona e va a cercare riparo,  il resto, quasi tutti, resta in posizione e continua ad urlare alle nuvole il sentimento comune che lega chi ama certe canzoni e certi artisti.
Acconciature preparate con cura perdono volume, ombrelli si aprono, cerate vengono dispiegate. Altri, non trovando di meglio si tolgono anche la maglietta.
Springsteen non si risparmia quando si tratta di avvicinarsi al proprio pubblico; così, buona parte del concerto la passa sotto la pioggia, suonando e cantando ma, soprattutto stringendo mani che a loro volta gli afferrano i polpacci come fossero la base di un statua dedicata ad una divinità pagana.
“Waitin’ on a sunny day” è il brano che fa sentir tutti eroi sotto il diluvio (ma doveva ancora peggiorare) ed il Boss lo sa. Gode del suo pubblico che, pur sapendo che il sole non andrà a splendere, vede nella sua musica quel sole che potrebbe asciugar loro almeno il cuore. Prende un bambino e lo fa cantare, così come, su “Dancing in the dark”, prende una ragazza dal pubblico per il solito balletto. Loro sono solo la punta dell’iceberg dei 45.000 del “Franchi” perché tutti cantano e tutti ballano, perché la pioggia che cade spinge a muoversi ancora di più, perché malgrado il maltempo, ogni tanto si sente la voglia di assistere ad uno spettacolo musicale che possa far dimenticare quello che c’è al di fuori di queste tre ore di musica.
E prima della micropausa c’è tempo per tre delle migliori frecce nella farestra del buon Bruce: "The River", "The Rising" e "Backstreets".
Mentre sparge, qua e la, alcune cover, si arriva al massimo della potenza della pioggia e, come se fosse stato scritto nel grande libro dello spettacolo, parte “Born to run”. ”One, two, three, four…” e non c’è più pioggia, c’è solo una delle migliori rock-band del pianeta e della storia della musica, uno dei migliori songwriter che, fortuna ha voluto, io potessi ascoltare e uno dei migliori brani mai concepiti.
Tutti cantiamo di come “i vagabondi come noi sono nati per correre”; anche sotto l’acquazzone che ci bagna il viso ed inzuppa i vestiti, perché, forse, dietro le nuvole, c’è una Wendy con cui poter costruire qualcosa.
Sembra che niente e nessuno possa impedirci di fare quello per cui siamo nati; possa fermare la nostra "corsa".
Così come niente e nessuno ferma Springsteen. Nemmeno l’assenza pesante di Big Man che, già al primo solo di sax, mi è sembrata ancor più evidente. Eravamo solo alla prima canzone in scaletta e già la commozione per il vuoto fisico, musicale ed emozionale faceva tremare i dotti lacrimali. Almeno i miei.
Parafrasando, la sua assenza è stato un assedio che si è sciolto solo verso la fine, durante “Tenth Avenue Freeze-Out”, quando “…the change was made uptown and the Big Man joined the band…”, quella stessa band ha smesso di suonare, le luci si sono abbassate ed è partito un filmato tributo al grande Clarence. E, non so perchè, ma una sensazione di pace mi ha pervaso. Musica, immagini e silenzio sono stati catarsi, per il solo fatto che hanno reso protagonista del proscenio, un’assente. E ci sarebbe stato da piangere se la musica non fosse ripartita come a ricordare che lo spettacolo continua e che Clemons sembra, e sembrerà per sempre, incastonato nelle note che escono dalla chitarra del Boss, al di la del dolore, come a dargli ancora più forza. Una forza che, passati i sessanta, pare quasi innaturale.
Forza trasmessa fino alla fine. “Twist and Shout” e “Who'll Stop the Rain?” ballate e cantate a squarciagola senza maglietta (perchè “ormai..bagnato per bagnato”) e che hanno messo la parola fine alla serata che, in realtà, sa tanto di arrivederci, perché malgrado tutto, Springsteen e la E-Street band non possono essere fermati.
In fondo, come si fa a fermare quarant’anni di musica che batte con il ritmo del nostro cuore?

…and i wonder…still i wonder…who’ll stop the rain?...

Setlist:
Badlands
No Surrender
We Take Care Of Our Own
Wrecking Ball
Death to My Hometown
My City of Ruins
Spirit in the Night
Be True (Premiere: Tour debut)
Jack of All Trades
Trapped (Jimmy Cliff cover)
Prove It All Night
Darlington County (With Honky Tonk Woman intro)
Burning Love (Elvis Presley cover) (Premier: Tour debut - Sign Request)
Working on the Highway
Shackled and Drawn
Waitin' on a Sunny Day
Apollo Medley
The River
The Rising
Backstreets
Land of Hope and Dreams
Encore:
Rocky Ground
Born in the U.S.A.
Born to Run
Hungry Heart
Seven Nights to Rock (Moon Mullican cover)
Dancing in the Dark
Tenth Avenue Freeze-Out
Encore 2:
Twist and Shout (The Isley Brothers cover)
Who'll Stop the Rain? (Creedence Clearwater Revival cover)

27 maggio 2012

Cinque versi - Pearl Jam #3


“I wish I was the pedal brake that you depended on 
I wish I was the verb 'to trust' and never let you down”
(Wishlist)

“i got scratches, all over my arms
one for each day, since i fell apart
i did...oh, what i had to do, if there was a reason, it was you”
(Footsteps)

 
“now the man of the hour
has taken his final bow
as the curtain comes down
i feel that this is just
goodbye for now”
(Man of the hour)

“Like a tear in all we know
Once dissolved we are free to grow

What is human, what is more?

I'll answer this when I get home”
(Severed Hands)

“so sing just like him, fuckers
it won't offend him
just me
because he's dead”
(04/20/2002)



27 aprile 2012

Oggi è venerdì, domani si muore

Non sono la terapia, sono il male
Non sono la cura ma la malattia

Non sono mattine di sole,
sono catene oscure
Non sono luce, ne festa di liberazione

Ineludibile nell'adattare me stesso
ai segnali smorzati nell'andare
di passi incrinati

Esser aria che intorno si scosta
e ti protegge con virtù nascosta

Spazziamo l'incubo che, stolti!, 
speriamo sia vita
Arrendevoli sotto i dardi
di gioia non goduta

12 aprile 2012

No matter how cold the winter...

Sarebbe bello riuscire a fare una lista degli errori commessi. Potrebbe essere utile. Ma anche no.
Perchè sono vivo e ho voce e mani per dare vita a canzoni. Di altri o mie.
E poi le risento e sto bene.
Un benessere diverso da quello dell'esecuzione ma si tratta sempre di vibrazioni positive.
Durante un'esibizione devo stare attento a chi suona con me, buttare un occhio alla gente davanti, evitare di fare errori o di esagerare. Ogni tanto ci sono degli istanti in cui mi ritrovo ad esser parte di un unico organismo regolato dalla musica. Può essere una frase. Oppure una nota. O uno sguardo con qualcuno. A volte, un movimento con il braccio o con la mano. Si accende una spia nella testa, di colore verde, che mi dice che va tutto bene e che la via è quella giusta.
Risentendomi, invece, evitando di far troppo la conta degli errori o delle cose migliorabili, si avvia un senso di deja-vù con cadenza fluttuante tra presente e passato. E, in alcuni momenti, ritorna netta la sensazione di esserci per restare. Perchè niente e nessuno potrebbe smuovermi da quella melodia.
Perchè mi basta una chitarra o semplicemente la mia voce e sono contento così. Aver imparato un modo di esprimermi che può raggiungere chi ascolta ma, cosa più importante, raggiunge me stesso. Dentro. In profondità.
E va bene così.
E alcune canzoni mi dicono che andrà tutto per il meglio.
Tutto il resto serve come sfondo. Mentre resto piantato in terra con i piedi ben saldi e la testa lucida e pronta.
E, tra una frase e l'altra, quello che conta è solo respirare.

9 aprile 2012

Cinque Versi - Pearl Jam #2


Vacate is the word...vengeance has no place so near to her
 (Immortality)

 “You're an angel when you sleep...
How I want your soul to keep of and all around the bend
 (Around The Bend)
I am ahead, I am advanced
I am the first mammal to make plans, yeah
I crawled the earth, but now I'm higher
Twenty-ten, watch it go to fire
It's evolution, baby
(Do the evolution)
And fuck me if I say something you don't wanna hear from me
And fuck me if you only hear what you wanna hear
Fuck me if I care,... but I'm not leaving here
(Save You)
 
It's an art to live with pain,... mix the light into grey...
(Love Boat Captain)

8 aprile 2012

Cinque Versi - Pearl Jam


Oh, dear dad, can you see me now?
I am myself, like you somehow
(Release)

Escape is never the safest path
(Dissident)

My god it's been so long, never dreamed you'd return
But now here you are, and here I am
Hearts and thoughts they fade...away...
 
(Elderly woman)

I'll swallow poison, until I grow immune 
I will scream my lungs out till it fills this room
(Indifference)

Nothing's changed, but the surrounding bullshit, that has grown...
(Off He goes)

29 marzo 2012

Ogni giorno s'imparano nuove lezioni
Quella di oggi non mi piace


I changed but not changing at all, small town predicts my fate
Perhaps that's what no one wants to see
I just want to scream...hello...
My god it's been so long, never dreamed you'd return
But now here you are, and here I am
Hearts and thoughts they fade...away...

3 marzo 2012

E' notte alta e sono sveglio...

Tempo fa, scrivevo che rispondere alla domanda "sei felice?" era cosa ben difficile.
Questa notte ho la risposta.
Non la darò in pasto alla rete, come se fosse un tonno. Io la conosco e questo mi basta. La sento dentro di me, la vedo riflessa nello specchio, la ascolto nella canzoni che suona lo stereo, la annuso nell'umidità di questa ora tarda.
Una cosa la posso dire: essere felici non è facile. E' una strada in salita che necessita di allenamento per vederne la fine. E' un percorso ad ostacoli che richiede grande forza di volotà perchè lo "stare bene" non viene servito su vassoi pregiati. Vuole essere costruito. Vuole pazienza, sincerità con se stessi e con gli altri. Vuole che ci si prenda cura di lui, che non gli si risolva la vita ma che si cerchi di essere un appoggio sicuro.
Ancora prima, scrivevo che ogni uomo è un isola. Frase dalla banalità evidente ma reale. Il problema è che ogni isola, in un mondo idealmente moderno ha molteplici possibilità di avere contatti con il resto del globo. O meglio, su di un'isola non c'è posto per una persona sola. Quindi, mi correggo: ogni uomo abita su di un'isola. Io ci ho sempre vissuto, avendo solo l'intuizione dell'arcipelago di opportunità che mi circondava. 
E' anche capitato che mi arrivassero segnali del tipo "ehi! non sei solo se vuoi".
Ma, non c'è peggior sordo di chi...no va bene...basta pensare per modi di dire e frasi fatte.
Passiamo ad un altro dei miei passatempi preferiti: la metafora.
Prendiamo un paese industrializzato, con un potenziale enorme ma sull'orlo della rovina. Questo paese ha perso credibilità, la forbice del grado di affidabilità rispetto ad altri paesi si apre sempre di più. In questo paese il servizio ferroviario non funziona bene. Perdere una coincidenza può non essere colpa del passeggero. Quindi, maestri nell'arte di arraggiarsi tipica del proprio popolo, i cittadini, sanno che avranno sempre la possibilità di porvi rimedio. Finchè non si accorgono che, cambiando paese, e quindi prospettiva, perdere un treno, laddove il servizio è assicurato e funzionante, equivale a perdere sul serio una possibilità.
Mi rendo conto che tali pensieri possano sembrare presi e incollati insieme a caso ma, non riuscendo a dare una logica alla situazione attuale, mi devo accontentare.
Esattamente dieci anni fa, scrivevo una canzone mai finita e con questa concludo questa giornata sapendo ancora una volta che, da domani, la vita degli altri continua.

"Sto sul mio albero e vivo in alto
con la testa piena e i pensieri tra le nuvole
Mi affaccio e guardo il mondo in affanno
la vita che muore lontana da me
Respiro e fuggo odori lontani
da luoghi dove non sono mai

Coltelli nella testa e tagli nello stomaco
il male che sento è quello che voglio
Una paura che trafigge e che lascia in me
ferite profonde che non so curare

Vivo sul mio albero ma non vivo mai
vivo di vite conosciute che non avrò mai"

Febbraio 2002

24 febbraio 2012

Canzone per Lara

Il mare illuminato dallo sguardo
Limite di occhi tra barche che fan baluardo
E perdere baci rubati da occhi lontani
Voti mai stati in pensieri mai nati

E non servono parole, men che mai questa canzone
E non servono le lacrime che piovono in questa stagione
Solo una culla dove posare un pensiero raccolto nelle mani
Quel che conta alla fine del giorno è restare umani

La mia penna scrive su un cielo di piombo
La pioggia si lava di sangue caldo
Dalle promesse esalano i resti
Di pietà armata e nuda sotto le vesti

Il sole attraverso un mirino
Il vento un grilletto soffio di un cecchino
Uccide in pace il lampo di orda distorta
esplode in fragore: pietà l'è morta

E non servon lacrime, men che mai questa canzone
E non servon le parole che si strozzan nelle gole
Tornare a casa e trattenere nelle tue mani la
curiosità sospesa di entusiasmo nel domani
3 marzo 2012

20 novembre 2011

(Al)ice (2011)

Just fallin’ til she’ll reach the sky
She catches the sun, she’ll became dry
Every mirror has got a world inside
Try to jump in Alice! Follow me tonight!

She’ll walk as a dark spot
She’ll walk on a white wall
She’ll walk, She’ll walk, She’ll walk,She'll walk
Throught the looking glass
She’ll walk behind a red door
She’ll walk to a green war
She’ll walk, She’ll walk, She’ll walk,She'll walk
Throught the looking glass

Screw up your ass and screw up your eyes
Esiliate your mind, take a slice
Jump in Alice throught the looking glass
Red Queen and White Rabbit are on the grass

She’ll walk as a dark spot
She’ll walk on a white wall
She’ll walk, She’ll walk, She’ll walk,She'll walk
Throught the looking glass
She’ll walk behind a red door
She’ll walk to a green war
She’ll walk, She’ll walk, She’ll walk,She'll walk
Throught the looking glass

Celebrate and dig a grave
Black dark heart inside
Celebrate and leave the rage
Red dark heart inside
Celebrate who’s not wise
a bolt out of the blue
Celebrate and dance away
You know, the Mad Hatter is the truth

Can you tell me who are you?
Tell me if he’s true
Tell me if you’ll talk
Call me when you’ll choke

She’ll talk, She’ll walk, She’ll choke, She’ll walk