20 settembre 2011

Dell'impagabile attrazione del differire. Pt. 2

Tanto per chiarire, Herbert!
"Allora se lo sai dimmelo!
Tu che possiedi la ricetta della felicità, parlamene.
Tu, con la verità in tasca, confessa. Parla!
Scena muta, eh?
Come mai se la conosci non la raggiungi?
Forse perchè perdi tempo ad accusare me ed altri del fatto che il mondo va a puttane.
Perchè ti distrai e colpevolizzi chi commette errori. Grossolani e dolorosi, te lo concedo, ma vivendo si sbaglia.
Almeno non vivo di illusioni.
Almeno so che non c'è futuro.
Che come razza manchiamo completamente di speranza nel domani.
Perchè è il presente che abbiamo ed è li che bisogna agire e decidere.
Perchè un presente dietro l'altro formano un futuro e si lasciano alle spalle un passato.
Perchè un altro mondo è possibile ma non quello che speriamo. Un'alternativa c'è di sicuro ma non esiste una ricetta.
Siediti.
Respira.
E ricomincia da capo..."
Così lo aveva aggredito, davanti a tutti. Nel bel mezzo di quella che sarebbe stata ricordata come la festa rovinata da un pazzo.
Ma lui pazzo non era.
(...continua...)

14 settembre 2011

Rimini. 10 settembre 2011

Uccidimi come la notte uccide il sole
Dissolve in nero ma lo fa piano senza orrore
Una morte piccola ci sorprenderà
con una fine ch'è principio
che ci saziava e che ci sazierà
Narra la storia mai saputa
perché ogni bacio è come un uragano
Parlami o Diva, celeste musa
Una porta aperta non chiede scusa…mai…
Colpiscimi e sveglia il sogno mai caduto
Concedimi un morire piccolo esibito
È meglio piangere che non dire mai
È meglio bruciare che svanire sai...
Narrami, o musa, della dolce vita
Dimmi, Cassandra, quando è finita
Meglio una fiamma, meglio bruciare
sparire in fretta e non svanire…mai…
È un’esplosione
rivolta di pensieri
muta ogni sensazione
e ci lascia soli
Narra la storia di chi resta solo
Racconta al mondo la caduta dopo il volo
Brucia vestigia animale ingordo
il presente giace nel ricordo

2 agosto 2011

Si, viaggiare

Io parto perchè sono curioso. Banale ma è così.
Però, parto anche perchè, magari tra qualche anno, certi tipi di viaggi non li potrò più fare. O non sarò a mio agio nel farli: con gli amici, in ostello, a bere e mangiare dalla mano delle persone che si incrociano lungo il tragitto che si è scelto.
Parto per cercare di riempirmi gli occhi di posti che non ho mai visto. Oppure per fissare meglio quelli in cui ho avuto la fortuna di passare.
Prendo un aereo, un treno, un'auto e vado. Per carattere preferisco definire prima dove andare in modo da evitare di perdere tempo in ricerche di luoghi in cui sostare o mezzi da prendere. Sarà poco a là "On the road", ma preferisco. Sono comunque sempre i ntempo per cambiare o per rendere giustizia ad eventuali imprevisti.
Non parto per scappare. Mai fatto.
Non parto per dimenticare. Mi porto tutto dietro e lascio che deponga le uova di una nuova consapevolezza.
Non parto per evitare le cose. Le tengo sotto controllo nello specchietto retrovisore della mia testa.
Ci sono. Sono lì. E lì restano.
Chiaro che, se il motivo del viaggio è una vacanza, tutto è molto più semplice.
No. Perchè da come era scritto sembra che mi trasferisca per sempre.
E' solo una vacanza...ed intanto parto.

17 luglio 2011

I worked on a dream (?)

Senza invidiare i minatori cileni e ammettendo onestamente che, per censo, non mi sono mai dovuto spaccare la schiena, mi rendo conto che qualche lavoretto l'ho fatto.
Tipo quando ti immagini famoso e nella tua biografia c'è scritto che da giovane, prima di sfondare, hai fatto questo e quest'altro.
Ma vediamo nel dettaglio.
Ho fatto ripetizioni e baby-sitting (baby è un termine improprio...aveva 12 anni)
Ho lavorato una galleria d'antiquariato vendendo tappeti (ricordo ancora il tappeto venduto ai tedeschi, in tedesco, lingua che ignoro)
In un'altra ero lo schiavo che reggeva tappeti e simili durante le aste (attività ormai in declino e della cui caduta mi piacerebbe vantarmi ma non posso)
Ho fatto il montatore (uffici, negozi, stand alle fiere)
Una volta ero in sala regia durante un convegno dei Lyon's (!!!)
Ho animato feste per bambini ed ho fatto babbo natale a domicilio
Il telefonista in un call-center (lavoro che non si scorda mai. ho smesso di punto in bianco a metà mattina dicendo al capo "non sono adatto per rifilare fregature alla gente")
Venduto roba per corrispondenza (tramite ebay ma forse non era proprio un lavoro...)
Una mattina ho lavorato anche in un magazzino (all'ennesima etichetta col prezzo attaccata ad un cappellino e complice la pausa pranzo, mi sono dileguato, tenendomi il taglierino dato in dotazione)
Poi...poi...poi mi sono laureato e la definizione dei lavori è diventata un pochino più fumosa...
Ah! Gran paese la nostra italietta!!!

La luce alla fine del tunnel è un treno

Avevo promesso di non scrivere cose tristi e cercherò di farlo.
Solo che, sto cazzo di fine settimana non finisce più...

10 giugno 2011

Percorsi

Arrivare a queste pagine è tornato ad essere più facile. Il resto, no.

7 giugno 2011

Ipotesi n°0

Si
può
lottare

Dissertare...

"Sono con le spalle al muro..."
"E quindi?"
"Quindi  niente"
"No. Quindi c'è un solo modo per uscirne"
"Dici?"
"Si! E lo sapresti anche tu se non fossi un incredibile coglione!"
"E' tardi, lo sai..."
"Non è mai tardi quando una scelta vale la pena di esser fatta..."
"Sarebbe bello che di pene non ce ne fossero più..."
"Potrebbe anche essere così. Ma cosa ti preoccupa?"
"Che potrei essere felice e potrei essere ferito"
"Ma se sono mesi che ti autoinfliggi sofferenze!!!"
"Vero. Ma speravo non te ne fossi accorto..."

6 giugno 2011

Last Exit

Saremo mica persone che rientrano dalla finestra?
Dalla porta, se dobbiamo rientrare, che sia dall'ingresso principale!

No, viaggiare. Pt. 2

Finchè avrò paura della sua fine, sarà arduo intraprendere un viaggio.
Finchè continuerò ad immaginarlo prima di partire, dimezzerò il gusto di farlo.

"...And these days, they linger on, yeah, yeah
And in the night, I've been waiting for
A real possibility that I may meet you in my dreams
I go to sleep..."

5 giugno 2011

Dell'arte di dissertare su cose "futili"

"Hey amico! Cazzo! Hai quattro giorni per sistemare le cose!"
"E poi?"
"Poi sei morto, lo sai. Non si scappa..."
"Ma come faccio a metter tutto in ordine: le cose in sospeso, i saluti, gli addii..."
"Non hai capito, coglione! Hai quattro giorni per mettere in ordine le cose dentro di te. Senza render conto al mondo. Sei solo con te stesso. Credevo lo avessi capito"
"Si, ma speravo non fosse così..."

4 giugno 2011

No, viaggiare

Rinunciare ad un viaggio perchè si ha paura di non arrivare, o si ha paura di perdersi, o si ha paura di scordare qualcosa di se alla partenza, è peggio del perdere la persona che, forse, ti avrebbe accompagnato.

2 giugno 2011

Sei ottavi

Mentre la notte scendeva stellata stellata
lei affusolata nel buio sognava incantata
e chi mi prende la mano stanotte mio Dio
forse un ragazzo il mio uomo o forse io

lontana la quiete e montagne imbiancate di neve
e il vento che soffia che fischia più forte più greve
e che mi sfiora le labbra chi mi consola
forse un bambino gia grande o io da sola

passava la notte passavano in fretta le ore
la camera fredda gia si scaldava d'amore
chi troverà i miei seni avrà in premio il mio cuore
chi incontrerà i miei semi avrà tutto il mio amore

la luce discreta spiava e le ombre inventava
mentre sul mare una luna dipinta danzava
chi coglierà il mio fiore bagnato di brina
un principe azzurro o forse io adulta io bambina

mentre la notte scendeva stellata stellata
lei affusolata nel buio dormiva incantata
chi mi dirà buonanotte stanotte mio Dio
la notte le stelle la luna o forse io

1 giugno 2011

Estate 2011

Una lunga ferita di acciaio che attraversa due continenti.
Dal Cremlino alla Grande Muraglia. In mezzo, il viaggio nel senso più puro del termine.
Il viaggio nella sua versione primigenia: spostamento da un punto ad un altro.
Immagini scorreranno veloci dal finestrino e ci sarà tempo per nutrire gli occhi e la mente.
E ci sarà il modo di affrontare il deserto: quello fisico e quello dell'anima.
E ci saranno molti modi...

Rintocco

Con calma, ogni demone verrà ricacciato indietro.
Il fantasma dei natali passati perderà la propria voce.
La morale comune leverà la maschera e lascerà uno spazio bianco ancora da scrivere.
Senza fretta, tutto torna normale.
E mi pacifico il cuore.