3 ottobre 2012

Incontri

Vai al supermercato e incontri un ex compagno di classe che non vedevi da anni. Te lo avevano detto che non aveva fatto una bella fine, che si era fuso il cervello, che non era più quel ragazzino secco con gli occhi azzurri. Timido e tranquillo.
E, allora, pensi che nella vita, per lui, ci poteva essere qualcosa di meglio.
E pensi che, a vent'anni, si è troppo stupidi e distratti per cogliere certi segnali.
Dopo è troppo tardi.

1 ottobre 2012

Roma perchè...

1.Perchè è bella pure se piove
2.Perchè la metro C è (da) sempre in costruzione
3.Perchè ci sono persone a cui voglio bene
4.Perchè custodice ricordi meravigliosi
5.Perchè, per la strada, capita di sentire: "rigore pa' 'a lazio!"
6.Perchè c'è la Roma e il Capitano
7.Perchè mi fa venire una spelndida allegra malinconia
8.Perchè mi sembra di tornare a casa (anche se non ne faccio parte)
9.Perchè il romanesco dovrebbe diventare lingua nazionale
10.Perchè ci sono via Cortina, via Rocca di mezzo, il quattro piotte, il Calasanzio, Piazza Giochi, Mondi, ecc...

PS: 11. Perchè Roma è Roma e l'artre città nun so' 'n cazzo!

23 settembre 2012

FdG

De Gregori mi fa sempre uno strano effetto.
Per me, è un pò diverso rispetto agli altri cantautori italiani.
De Andrè è quello della poesia pura, intellettuale che parla di emarginati. Forma e sostanza.
Guccini è Guccini. Una sorta di padre aggiunto. E' quello di quando ero ragazzino, quello dell'esser fieri del proprio sognare; anche attraverso il suo sguardo lucido sul mondo.
Francesco De Gregori di Roma è, per me, particolare.
E' quello della memoria. Del ricordo. Non legato a qualcuno o qualcosa, necessariamente.
Il suo scrivere e cantare odora di Roma, di storie, di occasioni perse, di personaggi realisticamente inventati.
De Gregori è malinconia. Splendida malinconia.
Mi ricorda lei. Anche se non ci sono canzoni legate a quel periodo.
O forse sono io che non dimentico e do la colpa a lui...

 "...nessun calcolo, nessun senso, dentro questa paralisi..."


5 settembre 2012

Archivio magnetico: 20 settembre 2009

 Dicono che settembre sia il reale inizio dell'anno. Non credo però voglio ripartire da qua...

"In rete non è difficile trovare album di fotografie appartenenti ad altre persone.
Vedo le foto di questa ragazza, della sua vita, dei suoi viaggi e posso solo immaginarne i sogni.
Primi piani, paesaggi, figura intera.
Scatti del passato, di un passato che non conosco e che non importa io conosca.
Sorrisi ed espressioni pensierose.
E consapevolezza del luogo in cui si trova, della sua storia.
Lo sguardo che rispecchia la volontà di scoprire posti nuovi alimentando la curiosità di una mente in rapido movimento:  nello spazio e nel tempo."

31 agosto 2012

Appunti di fine estate: dialoghi sull'uomo

Hey Ramos! Cosa hai fatto questa estate?

Ho bevuto pastis!

Appunti di fine estate: come quando una luce ti colpisce e ti sveglia

Il vero problema è che passiamo senza neanche farci caso dall'età in cui si dice "un giorno farò così" all'età in cui si dice "è andata così" 
(Cheyenne)

Non è vero, ma è bello che tu me lo dica
(Cheyenne)

Non sto cercando me stesso. Sono in New Mexico, non in India 
(Cheyenne)

Qui nessuno lavora più, tutti fanno qualcosa di artistico 
(Cheyenne)

La solitudine è il teatro dei risentimenti
 
(Cheyenne)

Mio padre sta morendo di vecchiaia... Una malattia che non esiste! 
(Cheyenne)

La cosa più brutta della morte è continuare a vivere!
 
(Cheyenne)

Chiedo scusa, però è giusto che sappiate che l'ho fatto apposta! 
(Cheyenne)

Stanotte mamma mi ha preso la mano e ha detto che il dolore non è la destinazione finale. Io ho capito solo che a volte la gente se ne va. Se ne è andato mio fratello, te ne sei andato tu. Mi senti Cheyenne? 
(Mary)

Jane: Torna presto che senza di te non riesco a vivere.
Cheyenne
: Non è vero, però sei carina a dirlo.

                                                                           Tatuatore: Ti piacciono i tatuaggi?
Cheyenne : È la domanda che mi sto facendo da quando ti ho visto, e ancora non so rispondere.

29 agosto 2012

Appunti di fine estate: fuori tempo massimo.



Alla fine, ho capito...
Per quanti locali possa aver frequentato...
Per quante bevute e sbronze con gli amici possa aver preso...
Per quante donne possa aver scopato...
Per quante feste possano avermi visto tirare mattino...
Per quanti concerti e film possa aver visto...
Si arriva ad un momento nel quale niente è più interessante.
E conta solo amare un’unica persona. Ma solo quella.
E vivere con lei. E per lei

28 agosto 2012

Appunti di fine estate: diamo i voti



Estate in città (paese?).
Mi sono dedicato alla visione di alcuni film italiani.
In generale, li consiglio. Anche perché il mio giudizio vuole essere quello di uno spettatore qualsiasi e non di un esperto togato.

Gianni e le donne di Gianni di Girolamo.
Dopo Pranzo di ferragosto, torna il buon Di Girolamo con la sua pattuglia di non-attori. Film molto carino che tratta con leggerezza la decadenza socio-ormonale di un sessantenne circondato da donne. Voto 7,5

Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino
Con andamento lento e ipnotico, seguiamo la quotidianità misteriosa di un Toni Servillo misurato nel caratterizzare la solitudine del personaggio che interpreta. Voto 7,5

Gorbaciof di Stefano Incerti
Il film, praticamente privo di dialoghi, scorre piuttosto sotto tono. Purtroppo, non bastano le espressioni e le camminate di Toni Servillo per fare un film. Incerto come il cognome del regista. Voto 5,5

Tatanka di Giuseppe Gagliardi
Da Saviano, film in dialetto per raccontare la storia di un pugile mai diventato campione, della voglia di emergere e del crimine organizzato che lo riporta sempre sotto. Consigliati i sottotitoli.  Voto 6,5

Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu di Marco Turco
Opera per la tv che ripercorre la vita del cantautore della gente, morto troppo giovane. Forse troppo stereotipato il taglio della narrazione ma la musica (si tratta sempre di uno dei migliori talenti che la penisola abbia mai espresso) ed un Santamaria in perfetta mimesi rendono all’opera un certo valore. Voto 7

A.C.A.B. di Stefano Sollima
Una specie di compendio dei difetti delle nostre forze dell’ordine in salsa romana. Il punto di vista del celerino disilluso prova a renderci i personaggi più umani. Non ci riesce. Voto 7

L’uomo in più di Paolo Sorrentino
Esordio di Sorrentino. Due vite che si sfiorano, accomunate dal declino. Su tutto campeggia il brano "La notte" e l'interpretazione di un convincente Toni Servillo. Voto 7

L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino
Senza l'attore feticcio Servillo, si resta spiazzati ma Giacomo Rizzo con fascia di patate in testa, passo zoppicante e braccio al collo, regala fastidio dando al film un ritmo nero nella quiete bianca del girato.
E c'è anche Fabrizio Bentivoglio!
Voto 8

Mozzarella stories di Edoardo De Angelis
Camorra, mozzarella e cinesi. Un dramma dai toni leggeri che si fa guardare. Voto 6,5

Il siero della vanità di Alex Infascelli
Voto 5
Benvenuti al nord di Luca miniero
Voto 5
La kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo
Voto 7

23 agosto 2012

Ineluttabilità

Un serial killer porta una bambina nel bosco.
La bambina: ho paura. E' tutto buio qui...
E lui: lo dici a me, che devo tornare da solo?

22 agosto 2012

In quiete estiva


Questa estate…
Ho lavorato...un pò
Mi sono tatuato...un bel pezzo
Sono andato in vacanza...per niente
Ho bevuto...abbastanza
Ho fumato...tanto
Mi sono drogato...una canna dopo anni
Ho dormito...quanto basta
Ho fatto all'amore...ma un gentiluomo non scende mai in particolari...
Ho sentito mancanze...definitive
Ho pensato...come sempre
Ho programmato...vagamente
Ho suonato...nella giusta quantità
Mi sono annoiato...mai
Mi sono divertito...sporadicamente

20 agosto 2012

Mezza estate e mezzo autunno


Nel giardino dei suoni, Alice è in catene.
Miele di fango e marmellata di perla le bastano per sopravvivere al tempio di pietra e ai suoi piloti.
Intanto, il Nirvana è un buco lontano ma, durante una cattiva e folle stagione, è normale sentire alberi che, sulle rive del fiume verde, urlano
"MADRE!!!"
"AMORE!!!"
"OSSA!!!"

17 agosto 2012

Appunti di mezza estate


Vorrei una ragazza che si prenda cura di me e dei miei difetti.
Una persona che mi educhi.
Dovrebbe essere una donna che mi lancia il cuscino ed urla che dormirò sul divano dopo una litigata; giusto per far passare un po’ di tempo prima di fare la pace.
Dovrebbe essere gelosa per il solo fatto che io possa spiegarle che non ce n’è motivo. E questo motivo sono tutti i motivi per cui voglio prendermi cura di lei.
Vorrei ammantarmi di quella luce che posso vedere solo riflessa nei suoi occhi. Uno specchio che rimanda esattamente la mia immagine.
Vorrei litigate furibonde e momenti di quiete assoluta.
Vorrei svegliarmi con lei accanto ma, ogni tanto, pensare a come sarebbe svegliarsi da solo.
Vorrei che lei mi aiutasse a difendermi da me stesso perché, anche lei, sta facendo la stessa identica cosa.
Vorrei avere abbracci e baci.
Vorrei, anche, desiderare altre donne per il solo fatto che sarebbero un prontuario dei motivi per cui, in realtà, voglio lei.
Vorrei, per lei, partire e lasciare tutto.
Di colpo.
Come quando mi sveglio di soprassalto…

22 giugno 2012

Once upon a time...

Per me, il basket si ferma a Michael Jordan (senza dimenticare Magic e Larry)...
Per me, il tennis si ferma ad Andrè Agassi...
Per me, la musica si ferma agli anni novanta...
Sono vecchio? Non credo.
Sono un nostalgico? Di sicuro.
Preferivo, però, telefonare e dover parlare con i genitori, se erano loro a rispondere.
Mi piaceva la televisione uguale per tutti, bella o brutta che fosse, e non quella odierna che ci divide in fasce di prezzo. In pacchetti.
Mi manca il periodo nel quale non sapevo mai i cognomi delle persone perchè non avevo un social network che me lo diceva. E non mi informava neanche sulle altrui vacanze, amicizie, posizioni in tempo reale.
C'è stato un tempo nel quale con le persone ci dovevo parlare faccia a faccia perchè non c'era altro modo. Quando per comunicare potevo usare solo la voce. E cazzi miei se ero intorverso (che fa più figo di "timido").
Ricordo che quando prendevo un appuntamento per un incontro, ad eccezione dei ritardatari cronici, eravamo tutti puntuali perchè non c'era modo di avvetire dieci minuti prima del proprio ritardo. Ed il posto scelto restava, invariabilmente, quello concordato.
Ripenso a quando, quasi ogni ragazza conosciuta, era un mondo da scoprire e non una da portarsi a letto. E, spesso, tendevo a pianificare, mentalmente, un futuro insieme, pur sapendo inconsciamente che non si sarebbe realizzato.
Tempo fa, le persone erano Persone e non numeri. Con gli amici, mi trovavo sempre nello stesso posto e le cose da fare erano limitate dal minor flusso d'informazioni.
L'eco di "eventi" lontani non mi raggiungeva, se non in forma mitica. Facevo quello che conoscevo.
L'impressione era che ci fossero meno possibilità ma migliori. Maggior isolamento ma meno solitudine.
Oggi, ho la quasi-certezza che davo maggior valore alle cose e alle persone che potevano essere importanti per me.
E i punti di riferimento non esistono più, anche se tutto sembra più facile.

12 giugno 2012

2012.06.10 - Stadio "Artemio Franchi", Firenze. Bruce Springsteen & The E-Street Band": Who’ll stop…

Acclamato, desiderato, atteso…alle venti e trenta sale sul palco con le sue Telecaster e la sua E-Street Band. Non scenderà prima che siano passate tre ore e venti.
Il Boss parte forte: “Badlands e “No Surrender”. Un “uno-due” che ti stacca i piedi dal suolo, che spinge in alto le mani e fa uscire la voce.
Dopo la coppia iniziale e un terzetto dal nuovo disco, è il momento di “My city of ruins”. E la mente corre a tre anni fa, a Roma, quando la dedicò a L’Aquila, mentre oggi si pensa anche all’Emilia mentre si ascolta una versione piuttosto gospel e dilatata che, forse, ha tolto un po’ di carica emotiva al brano.
E poi avanti, alternando vecchi cavalli di battaglia ai brani del nuovo disco (non tutti riuscitissimi, a mio parere).
E poi...pronti? via!...Dopo venti minuti inizia a piovere. Una pioggia di canzoni accompagnata dalla pioggia, quella vera. Qualcuno abbandona e va a cercare riparo,  il resto, quasi tutti, resta in posizione e continua ad urlare alle nuvole il sentimento comune che lega chi ama certe canzoni e certi artisti.
Acconciature preparate con cura perdono volume, ombrelli si aprono, cerate vengono dispiegate. Altri, non trovando di meglio si tolgono anche la maglietta.
Springsteen non si risparmia quando si tratta di avvicinarsi al proprio pubblico; così, buona parte del concerto la passa sotto la pioggia, suonando e cantando ma, soprattutto stringendo mani che a loro volta gli afferrano i polpacci come fossero la base di un statua dedicata ad una divinità pagana.
“Waitin’ on a sunny day” è il brano che fa sentir tutti eroi sotto il diluvio (ma doveva ancora peggiorare) ed il Boss lo sa. Gode del suo pubblico che, pur sapendo che il sole non andrà a splendere, vede nella sua musica quel sole che potrebbe asciugar loro almeno il cuore. Prende un bambino e lo fa cantare, così come, su “Dancing in the dark”, prende una ragazza dal pubblico per il solito balletto. Loro sono solo la punta dell’iceberg dei 45.000 del “Franchi” perché tutti cantano e tutti ballano, perché la pioggia che cade spinge a muoversi ancora di più, perché malgrado il maltempo, ogni tanto si sente la voglia di assistere ad uno spettacolo musicale che possa far dimenticare quello che c’è al di fuori di queste tre ore di musica.
E prima della micropausa c’è tempo per tre delle migliori frecce nella farestra del buon Bruce: "The River", "The Rising" e "Backstreets".
Mentre sparge, qua e la, alcune cover, si arriva al massimo della potenza della pioggia e, come se fosse stato scritto nel grande libro dello spettacolo, parte “Born to run”. ”One, two, three, four…” e non c’è più pioggia, c’è solo una delle migliori rock-band del pianeta e della storia della musica, uno dei migliori songwriter che, fortuna ha voluto, io potessi ascoltare e uno dei migliori brani mai concepiti.
Tutti cantiamo di come “i vagabondi come noi sono nati per correre”; anche sotto l’acquazzone che ci bagna il viso ed inzuppa i vestiti, perché, forse, dietro le nuvole, c’è una Wendy con cui poter costruire qualcosa.
Sembra che niente e nessuno possa impedirci di fare quello per cui siamo nati; possa fermare la nostra "corsa".
Così come niente e nessuno ferma Springsteen. Nemmeno l’assenza pesante di Big Man che, già al primo solo di sax, mi è sembrata ancor più evidente. Eravamo solo alla prima canzone in scaletta e già la commozione per il vuoto fisico, musicale ed emozionale faceva tremare i dotti lacrimali. Almeno i miei.
Parafrasando, la sua assenza è stato un assedio che si è sciolto solo verso la fine, durante “Tenth Avenue Freeze-Out”, quando “…the change was made uptown and the Big Man joined the band…”, quella stessa band ha smesso di suonare, le luci si sono abbassate ed è partito un filmato tributo al grande Clarence. E, non so perchè, ma una sensazione di pace mi ha pervaso. Musica, immagini e silenzio sono stati catarsi, per il solo fatto che hanno reso protagonista del proscenio, un’assente. E ci sarebbe stato da piangere se la musica non fosse ripartita come a ricordare che lo spettacolo continua e che Clemons sembra, e sembrerà per sempre, incastonato nelle note che escono dalla chitarra del Boss, al di la del dolore, come a dargli ancora più forza. Una forza che, passati i sessanta, pare quasi innaturale.
Forza trasmessa fino alla fine. “Twist and Shout” e “Who'll Stop the Rain?” ballate e cantate a squarciagola senza maglietta (perchè “ormai..bagnato per bagnato”) e che hanno messo la parola fine alla serata che, in realtà, sa tanto di arrivederci, perché malgrado tutto, Springsteen e la E-Street band non possono essere fermati.
In fondo, come si fa a fermare quarant’anni di musica che batte con il ritmo del nostro cuore?

…and i wonder…still i wonder…who’ll stop the rain?...

Setlist:
Badlands
No Surrender
We Take Care Of Our Own
Wrecking Ball
Death to My Hometown
My City of Ruins
Spirit in the Night
Be True (Premiere: Tour debut)
Jack of All Trades
Trapped (Jimmy Cliff cover)
Prove It All Night
Darlington County (With Honky Tonk Woman intro)
Burning Love (Elvis Presley cover) (Premier: Tour debut - Sign Request)
Working on the Highway
Shackled and Drawn
Waitin' on a Sunny Day
Apollo Medley
The River
The Rising
Backstreets
Land of Hope and Dreams
Encore:
Rocky Ground
Born in the U.S.A.
Born to Run
Hungry Heart
Seven Nights to Rock (Moon Mullican cover)
Dancing in the Dark
Tenth Avenue Freeze-Out
Encore 2:
Twist and Shout (The Isley Brothers cover)
Who'll Stop the Rain? (Creedence Clearwater Revival cover)

4 giugno 2012

Nion Story: Piccola 2007

Piccola


E ritrovarsi qui davanti ad un bicchiere di vino
Come se il tempo fosse quello la...

Come se volessi vedere due bicchieri e una bottiglia
non volessi pensare a quello che in testa hai impresso tu
che ti tormenta e ti ha fatta crescere l’unico mio regalo per te

E non sapere che sogni progetti
e che utopie si spezzeranno
sui tuoi sogni di piccola bambina
cullata dal sogno infranto
di frasi dette e urlate

E ritrovarsi qui davanti ad un bicchiere di vino
Solitario monolite di una vita sbagliata...

Ricordare soli in una stanza e sapere che
fuggire non è mai la strada migliore
Che seguire sarebbe più saggio
ma saggio io non sono stato mai

E non sapere che sogni progetti
e che utopie si spezzeranno
sui tuoi sogni di piccola bambina
cullata dal sogno infranto
di frasi dette e urlate
maledette e ripetute
E sapere che non esistono magie o treni in ritardo
da compiere o da salire
Lasciare rivoli sul vetro
che ti dicono che il gioco è finito
Mendicando un altro giro di giostra...