17 gennaio 2012

Ouroboros

Nel frastuono di versi e note, forse, perdo di vista le cose importanti.
Nel rombo di reverberi e distorsioni, a volte, faccio fatica a trovarmi.
Nel silenzio, allora, cerco frastuono e rombo

15 gennaio 2012

13 gennaio 2012

PAGAMENTI (idea per spettacolo teatrale)

Appunti per il cast
Atto Primo (Poste di Montecatini)
Due sportelli aperti ma cinque persone dietro che devono dare l'impressione di esserci per hobby. Un pò a tempo perso; come se, in realtà, fossero li per fare un favore ai clienti ma il loro vero lavoro fosse da un'altra parte. Meglio se picchiettano sulla tastiera del pc. Evitare di esultare per record di vittorie al solitario di windows. Fa brutto!

Atto Secondo (Montecatini Parcheggi)
L'impiegata deve accogliere il cliente con: capelli unti, felpone in pile (usato anche come pigiama) e, anche se non si vedono, ciabattoni ai piedi. Un look minimale da notte, per essere chiari. L'attrice dovrà dare l'impressione di essere molto annoiata. Può, se non vista, chiamare le poste per comunicare il proprio record di vittorie al solitario di windows.
In più, sarebbe gradito che battesse al computer con i soli indici delle mani. Due dita fa più professionista.

Atto Terzo (In macchina)
L'attore, che interpreta il cliente, deve fissare il vuoto chiedendosi perchè mai debba pagare lo stipendio a questa gente e, invece, non possa prenderli a calci nel culo e mandarli in miniera (sperando in una frana)...

Si accettano ulteriori idee per sviluppare il progetto teatrale.

6 gennaio 2012

Why go home? Where's home?

Fumo alla finestra di cucina.
Da qualche anno mi sono autoimposto di non fumare dentro casa, per evitare l’effetto “fumeria d’oppio” (o bocciodromo), e quindi me ne sto a prendere un po’ di fresco.
Fuori saranno cinque o sei gradi. Dentro qualcuno di più. In mezzo, io: arbitro della sfida climatica in atto tra abitazione ed esterno.
Sento dei passi alle mie spalle.
Mi volto.
E vi vedo. Affacciate alla porta di cucina.
Ci siete quasi tutte. O almeno quelle che avevano voglia di passare di qua.
Ci sei tu, si tu, con ancora in testa la promessa mai mantenuta di una convivenza…
Accanto, chi ha subito un tira-e-molla che sembrava eterno…inutile come un film senza audio…una vittima di un classico rapporto reiteratamente interrotto sul più bello.
Ce ne sono anche un paio che hanno preferito non aver a che fare con me e se ne stanno in piedi con l’aria di chi ha vinto e non perso. Con l’aria tronfia di chi ha capito prima delle altre che non valeva la pena.
Una ha il telefono in mano e aspetta ancora che la richiami.
Un paio di occhi innocenti mi fissano. Occhi che hanno sperato di poter placare il cuore più in basso. Di poter unire alcune idiosincrasie comuni. Occhi al centro di una testa che, forse, voleva uscire dai binari prestabiliti dal carattere e dal buonsenso ma che non ha avuto l’occasione neanche di provarci.
Leggo, sui vostri visi, delusione, al pari della speranza in arrivo che, forse un tempo, avete letto nei miei occhi.
Cerco il mio ego per farmi aiutare ma non c’è più. Accanto a me c’è un bambino. Mi guarda e mi sembra di conoscerlo. In momenti fugaci, lo scorgo negli occhi di quel tipo che mi fissa ogni tanto dallo specchio del bagno. Sempre più raramente.
L’infante mi osserva e aspetta che io faccia, o dica, qualcosa. Sembra volermi chiedere perchè. Sembre voler capire in che momento è cambiato tutto ed abbiamo smesso di andare per la stessa strada. Vorrebbe sapere in che momento ho iniziato a pensare che non valesse mai la pena provare niente.
Lo fisso. Immobili. Lui ed io.
Poi scuote la testa e si unisce a voi.
Abbandona la "mia parte" per la vostra. 
Della sigaretta, resta solo il filtro. 
Il fumo smette di alzarsi al cielo. 
Un cane abbaia, distraendomi. 
E voi non ci siete più...

"...She scratches a letter into a wall made of stone 
Maybe someday another child won't feel as alone as she does 
It's been two years, and counting, since they put her in this place 
She's been diagnosed by some stupid fuck, and mommy agrees
 Why go home?..."

1 dicembre 2011

Social Network (di Zuckenberg) e Società (nostra) e Banalità (mia)

Ho cambiato la mia data di nascita sul profilo di uno dei più famosi social network del momento (o comunque quello che va più di moda).
Come conseguenza prevedibile, ho ricevuto numerosi auguri, pur avendo postato interventi che potessero essere indizi che indicassero la falsità dell’informazione.
Non me ne voglia chi mi ha gentilmente e, a volte affettuosamente, porto i suoi omaggi per il mio genetliaco.
Partendo da questo, volevo, empiricamente e forse banalmente, dimostrare quanto riportato una riga sotto questa.
Non tutto quello che si legge in rete corrisponde a verità e alcune informazioni, per quanto supportate da un’opinione pubblica numericamente ridotta, diventano immediatamente verità.
Ne consegue che, raramente, si verifica la veridicità di talune notizie: alla fonte o incrociandole con altri mass-medium (e speriamo di non aver sbagliato il plurale latino).

Non credo che questo piccolo esperimento sia di alcuna utilità ma, alla fine, siamo circondati da cose inutili.
Utile invece è informarsi e avere un proprio pensiero, al di là degli schemi che tentano di imporci.

27 novembre 2011

"Sei felice?"
E' la domanda più difficile alla quale rispondere

23 novembre 2011

So I've got this guitar and I learned how to make it talk...

One, Two Three, Four!!!
Charleston-Rullante-Cassa...
C...F...G...C...F...G
Che poi è un modo per stare bene. E' una cosa piacevole da fare, pur restando vestiti.
Perchè ci sono periodi della mia vita nei quali, fare questo, è una fonte inesauribile di benessere psichico e fisico.
Perchè un pezzo di legno e corde di metallo producono sensazioni che, da sole, rendono degna di essere apprezzata un'esistenza che, a volte, sembra aver poco valore.
Beh...ringrazio me stesso per quel giorno in cui tutto ebbe inizio; mentre studiavo Dante ed il suo Purgatorio (nettamente inferiore all'Inferno) ho imparato un nuovo modo di parlare.
L'ascesa al mio "paradiso" è nata dal suo purgatorio.
Ed il ragionamento non fa una piega...

20 novembre 2011

(Al)ice (2011)

Just fallin’ til she’ll reach the sky
She catches the sun, she’ll became dry
Every mirror has got a world inside
Try to jump in Alice! Follow me tonight!

She’ll walk as a dark spot
She’ll walk on a white wall
She’ll walk, She’ll walk, She’ll walk,She'll walk
Throught the looking glass
She’ll walk behind a red door
She’ll walk to a green war
She’ll walk, She’ll walk, She’ll walk,She'll walk
Throught the looking glass

Screw up your ass and screw up your eyes
Esiliate your mind, take a slice
Jump in Alice throught the looking glass
Red Queen and White Rabbit are on the grass

She’ll walk as a dark spot
She’ll walk on a white wall
She’ll walk, She’ll walk, She’ll walk,She'll walk
Throught the looking glass
She’ll walk behind a red door
She’ll walk to a green war
She’ll walk, She’ll walk, She’ll walk,She'll walk
Throught the looking glass

Celebrate and dig a grave
Black dark heart inside
Celebrate and leave the rage
Red dark heart inside
Celebrate who’s not wise
a bolt out of the blue
Celebrate and dance away
You know, the Mad Hatter is the truth

Can you tell me who are you?
Tell me if he’s true
Tell me if you’ll talk
Call me when you’ll choke

She’ll talk, She’ll walk, She’ll choke, She’ll walk

6 ottobre 2011

Memorie di un onesto

Sono arrivato alla fine.
Ho governato il paese per due anni.
Ho fatto parte di una squadra di governo insieme ad altri.
Ho cercato di occuparmi della cosa pubblica nel rispetto delle regole, degli altri, di me stesso.
Ho raccolto eredità ideologiche dal passato, le ho fatte mie e ho cercato di apportarvi modifiche secondo la mia personalità ed i tempi che stiamo vivendo.
Eppure, ho la sensazione di aver fallito. Mi chiedo dove ho sbagliato. Cerco di riavvolgere il nastro ed andare a vedere, come in un film, la scena durante la quale sono passato inesorabilmente dalla parte del torto.
Mentre alcuni vestivano i panni degli eroi.
Ma che tipo di eroi?
Eroi del sapersi vendere, paladini dell'essere amici di tutti, senza scontentare nessuno. Avidi fagocitatori di sicurezze altrui per nascondere le proprie.
E, quindi, largo al soverchiamento della morale, delle regole, del rispetto per la Storia.
Forse è vero che, oggi, per contare bisogna mutarsi in un prodotto che sia appetibile dai più. Vale più apparire che essere. Cianciare con modi garbati piuttosto che sporcarsi le mani per il bene publico.
Purtroppo il nastro è rovinato e posso solo incidere la parte che resta.
E, ora, quello che resta è una sensazione di vuoto, di tipo diverso dal solito, ma molto presente.
E non esiste vuoto peggiore di quello che non si vuole colmare.

1 ottobre 2011

Non si può sempre andare contro

Un sabato mattina qualunque. In una città qualunque. A casa di un uomo qualunque.
Mentre fa colazione seduto alla penisola della cucina, riflette.
Caffè e due biscotti, sperando che lo aiutino a fare chiarezza.
Sta pensando che, forse, lo sapeva da subito. Che se avesse agito in modo diverso, sarebbe andata meglio.
Ha combattuto con tutte le sue risorse razionali contro quelle forze alle quali non sa dare un nome. Alle quali non vuole dare un nome.
Ci ha provato ed ha perso.
Ormai non c'è più tempo per pensare. Ormai la SUA STORIA ha fatto il suo corso e può solo farsi portare a valle dalla corrente dei pensieri rimasti.
Accenna un sorriso perchè, fortunatamente, la vita degli altri continua.

27 settembre 2011

Jim Carroll

"Guardai la croce e tutte quelle robe e pensai che Lui era punk rock.
Cose c'è di più punk rock della Via Crucis, dove un ragazzo viene frustato e deve portare in testa una corona di spine, poi lo crocifiggono e risorge dopo tre giorni?"

20 settembre 2011

Dell'impagabile attrazione del differire. Pt. 2

Tanto per chiarire, Herbert!
"Allora se lo sai dimmelo!
Tu che possiedi la ricetta della felicità, parlamene.
Tu, con la verità in tasca, confessa. Parla!
Scena muta, eh?
Come mai se la conosci non la raggiungi?
Forse perchè perdi tempo ad accusare me ed altri del fatto che il mondo va a puttane.
Perchè ti distrai e colpevolizzi chi commette errori. Grossolani e dolorosi, te lo concedo, ma vivendo si sbaglia.
Almeno non vivo di illusioni.
Almeno so che non c'è futuro.
Che come razza manchiamo completamente di speranza nel domani.
Perchè è il presente che abbiamo ed è li che bisogna agire e decidere.
Perchè un presente dietro l'altro formano un futuro e si lasciano alle spalle un passato.
Perchè un altro mondo è possibile ma non quello che speriamo. Un'alternativa c'è di sicuro ma non esiste una ricetta.
Siediti.
Respira.
E ricomincia da capo..."
Così lo aveva aggredito, davanti a tutti. Nel bel mezzo di quella che sarebbe stata ricordata come la festa rovinata da un pazzo.
Ma lui pazzo non era.
(...continua...)

14 settembre 2011

Rimini. 10 settembre 2011

Uccidimi come la notte uccide il sole
Dissolve in nero ma lo fa piano senza orrore
Una morte piccola ci sorprenderà
con una fine ch'è principio
che ci saziava e che ci sazierà
Narra la storia mai saputa
perché ogni bacio è come un uragano
Parlami o Diva, celeste musa
Una porta aperta non chiede scusa…mai…
Colpiscimi e sveglia il sogno mai caduto
Concedimi un morire piccolo esibito
È meglio piangere che non dire mai
È meglio bruciare che svanire sai...
Narrami, o musa, della dolce vita
Dimmi, Cassandra, quando è finita
Meglio una fiamma, meglio bruciare
sparire in fretta e non svanire…mai…
È un’esplosione
rivolta di pensieri
muta ogni sensazione
e ci lascia soli
Narra la storia di chi resta solo
Racconta al mondo la caduta dopo il volo
Brucia vestigia animale ingordo
il presente giace nel ricordo

2 agosto 2011

Si, viaggiare

Io parto perchè sono curioso. Banale ma è così.
Però, parto anche perchè, magari tra qualche anno, certi tipi di viaggi non li potrò più fare. O non sarò a mio agio nel farli: con gli amici, in ostello, a bere e mangiare dalla mano delle persone che si incrociano lungo il tragitto che si è scelto.
Parto per cercare di riempirmi gli occhi di posti che non ho mai visto. Oppure per fissare meglio quelli in cui ho avuto la fortuna di passare.
Prendo un aereo, un treno, un'auto e vado. Per carattere preferisco definire prima dove andare in modo da evitare di perdere tempo in ricerche di luoghi in cui sostare o mezzi da prendere. Sarà poco a là "On the road", ma preferisco. Sono comunque sempre i ntempo per cambiare o per rendere giustizia ad eventuali imprevisti.
Non parto per scappare. Mai fatto.
Non parto per dimenticare. Mi porto tutto dietro e lascio che deponga le uova di una nuova consapevolezza.
Non parto per evitare le cose. Le tengo sotto controllo nello specchietto retrovisore della mia testa.
Ci sono. Sono lì. E lì restano.
Chiaro che, se il motivo del viaggio è una vacanza, tutto è molto più semplice.
No. Perchè da come era scritto sembra che mi trasferisca per sempre.
E' solo una vacanza...ed intanto parto.