29 aprile 2011

Intuizione

Non sono gli altri che se ne vanno
Sono io che lo faccio
Poi magari torno, eh...

27 aprile 2011

25 Aprile

Mi svegliavo nel cuore della notte con un senso di ansia. O angoscia. O, in realtà, era solo paura visto che ero piccolo. Quelle cose da "c'è un mostro sotto il letto!!!". E chiamavo mia mamma. Non mi alzavo neanche, bastava urlare e lei arrivava. Lei, e solo lei, riusciva a tranquillizzarmi in quei momenti. O in altri. C'era sempre. A dir la verità, c'è ancora oggi ma, da grandi, si tende meno a correr dai genitori. Anzi, non si tende per niente.
Concettualmente era una persona che mi tranquillizzava.
Ancora oggi potrebbe farlo se non vivessi in una torre di segreti e omissioni dati dall'età.
Ma ora, se mi sveglio nel cuore della notte o se ho bisogno alla luce del sole, non la chiamo.
Si cresce, i problemi assumo aspetti poco genitoriali e si passa agli amici per confidarsi.
Anche gli amici, però, "se ne vanno" e non so dove sbattere la testa in mancanza di un certo tipo di confronto intellettivo-emozionale.

La ricerca di consolazione irrompe su queste pagine più come sfogo che come altro.

Allora mi metto a guardare una foto recente. Non ci sono io e non l'ho fatta io.
Ritrae un pranzo in strada. In primo piano c'è una bambina con un vestitino rosso ed un palloncino blu. Sta giocando mentre i genitori sono dietro di lei a tavola. Sullo sfondo uno striscione che inneggia al non perdere la nostra umanità anche di fronte alle cose peggiori di cui siamo capaci. Sembra quasi che lei sia l'incarnazione di questo proposito: restiamo bambini. Restiamo innocenti e curiosi. Giochiamo e non facciamo del male.
Agli altri e a noi stessi.

...

Perchè, in fondo, la vita è così...segui una linea retta.
Ci provi.
Non ci riesci.
E tutto va a rotoli.
Basta un attimo.
Cominci a cadere e non c'è nessuno a prenderti.
Perchè non te lo meriti, perchè l'hai voluto tu.
Perchè è così che è sempre successo.
Perchè ti ritrovi allo specchio e non ti riconosci più.
O almeno non riconosci la persona che vorresti essere e che sai di poter essere.
E ti rassegni ancora a vivere una vita che abbia un pò meno gusto, un pò meno sole...molte ombre...
Spero solo di toccare terra in fretta....


19 aprile 2011

In progress...

Quindi è questo il mondo che ci meritiamo?
A volte, lo dico ai miei datori di vita: "ci avete lasciato proprio un posto del cazzo, voi generazioni precedenti!".
Loro mi guardano e, di solito, mi danno del valium per tenermi tranquillo.
In realtà, forse non è solo colpa loro. La colpa è anche nostra.
Siamo incapaci di comunicare anche se possediamo ogni mezzo per farlo. Abbiamo la possibilità di veicolare una quantità mostruosa di informazioni ma, forse per la mole, non prestiamo attenzione a niente.
E ci troviamo, nel 2011 inoltrato, di fronte ad una situazione dalla quale ci pare di non poter uscire.
Vediamola.
...

15 aprile 2011

Nel dolo...

E' facile condividere un pensiero in rete. Troppo. Semplice indignarsi. O firmare petizioni virtuali. Criticare in modo più o meno intelligente sapendo che alcuni ti leggeranno e potrebbero gradire la tua arguzia o impegno.
Facile. Troppo.
Difficile è fare le cose sul serio. Rendere conto a se stessi e agli altri in maniera retta ed etica.
La vera sfida è condividere le altre persone, anche quelle più vicine: i loro problemi, le loro fortune. Preoccuparsi per i primi ed esser lieti per le seconde.
Tempo fa suonavo, e cantavo, canzoni che avevano un senso. Cantavo, e suonavo, canzoni mie e, in ognuna di queste, ogni frase doveva avere un senso, doveva avere un significato. Doveva DIRE. Opinabile il punto di vista ma, in ogni caso, sincero.
So che la musica non cambierà mai il mondo ma lo può rendere migliore e può aiutarlo a riflettere.
In poche righe ci posso mettere tutto un mondo. Posso rovesciarci tutto, o parte, di quello che mi porto dentro e che decido, per volontà e capacità, di condividere.
Non sempre. Non sempre ci sono riuscito.
A volte non voglio...


"Ballata nel dolo" - Anno 1999

Contavate morto dopo morto, cantavate vittoria certa
Ora fate compagnia al torto in questa guerra subito persa
Per fermare la carneficina avete usato le vostre bombe
Tank usciti da un’officina, quella vostra, sporchi ingordi

Chi mai potrà lavare il sangue sparso al suolo
di una terra da colonizzare col terrore e con il dolo?

Un maiale un po’ bambino da un ordine mortale
"Bombare l’assassino" per suo gioco personale
Vi credete gran padroni di una terra da salvare
con la forza dei cannoni che non sanno certo amare

Chi ha pagato alla resa di una guerra non finita?
Chi è rimasto senza casa e chi è rimasto senza vita

Usan la legge del più forte purchè a vincer siano loro
Cosa è in fondo qualche morto se a stelle e strisce lo coloro?

Chi di voi ora è un assassino?
Chi ha lordato con il sangue gli occhi di un bambino?

5 aprile 2011

26 Marzo: GLF

Un gruppo di orfani si ritrova all'interno dell'Auditorium Flog di Firenze.
Orfani dei CCCP.
Orfani dei CSI.
Orfani dei PGR.
Orfani di Ferretti quando ancora faceva canzoni (poesie? riflessioni acute?).
Orfani di trent'anni di musica italiana, di parole, note, rumori, chitarre distorte e arrangiamenti delicati.
Lui lo sa. Se ne compiace. Sorride sornione perchè alla fine ha vinto ancora. Al di là delle polemiche sulle sue nuove posizioni politico-sociali, tutti siamo tornati alla corte di Re Lindo Giovanni.
L'eremita montano rispolvera alcuni (pochi) vecchi successi e molte delle sue canzoni più recenti. Arrangiamenti minimali, smossi solo dalla drum machine, portano i testi al centro del proscenio in una forma di assoluta celebrazione delle parole.
I suoi compari ("compagni" mi sembra fuori luogo come termine) d'avventura, due reduci dagli Ustmamò, risiedono a destra e sinistra del nostro Ferretti e lo accompagnano. E ci accompagnano nei nostri 15 anni. 20 anni. 30 anni...
Peccato che le "hit" dei CCCP/CSI ne escano mutilate e rilette in chiave poco convincente mentre, per il resto, le chitarre (o il basso) denotino poca fantasia negli arrangiamenti e nei suoni.
Sicuramente un rito al quale presenziare...pardon...un concerto da sentire. Ma solo in memoria dei tempi che sono andati. Dei nostri tempi.
"...anche i miei nonni dovevano scendere a valle per vendere il formaggio..." G.L.F.
"...del resto m'importa 'na sega, sai, ma fatta bene che non si sa mai..." G.L.F.

Songs: "Luna (o la fine delle parole)" Anno 2008

Mille e più mille cose da dire ferme nei polmoni perchè c’è
più di quello che le parole ci possono chiarire
Mille e più mille cose da dire, ogni volta che se ne va
Mentre ammiro quel sorriso che toccavo un bacio fa

Luci tra noi densità e vibrazioni
Labbra giunte a chiudere ferite aperte e…


Mille e più mille cose da fare, se il domani urla forte
Non sempre se vuoi andare, c’è un treno che parte
Mille e più mille attimi e sensazioni da vedere
Se c’è la luna sul mare al mattino, tutto può accadere

Poi tutto vada come deve o come crede
Di dover andare a finire o iniziare
Fili invisibili a squarciare il buio
Labbra giunte a chiudere ferite aperte e…

Questa luna luminosa e tonda
Più bella non te la potrei regalare
Questa luna eccelsa e grande
A rischiarare un vagabondo pensare

Questa luna aperta e tesa
Più dolce non te la potrei donare
Questa luna, lume d’intesa
A illuminare chi si vuol cercare

25 marzo 2011

Oggettività

Che du' palle 'sto blog!!!

20 marzo 2011

La luna e Lola

Ieri notte c'era qualcosa di strano.
Guidando verso la mattina la strada era diversa.
La lunga strada provinciale era illuminata da una luna più brillante. Una luna che rischiarava come a voler indicare la via al viandante emozionale che ho dentro.
Il sonno e qualche bicchiere di troppo sono scomparsi ed hanno lasciato posta alla quiete. La quiete di una strada deserta e omaggiata dalla luce lunare.
Una volta, sulle rive di un lago francese ho avuto la stessa sensazione. Sono passati più di un paio di lustri da quella notte con quella ragazza tedesca dai capelli di fuoco. Vino, luna e gesti naturali avevano azzerato ogni distanza linguistica. Niente di memorabile se non un pò di pace trovata ai piedi di una sconosciuta: la mia personale Franka Potente di "Lola Corre".

19 marzo 2011

Incontro

Incontradola per strada dopo anni, improvvisamente la realtà mi è balzata agli occhi.
Come sempre, non c'è stato molto da capire ma solo da rendere evidente. Questa continua raccolta differenziata dei sentimenti è arrivata ad un livello professionale. Presi e messi da parte. Riciclabili, a volte.
"Ciao" lei
"Ciao..." io
"Come stai?"
"Alla fine non c'è male. Poteva andare peggio" io
"In che senso?" lei
"Nel senso di non esser riuscito a trovare un senso ma solo chiusura"
"Hai sempre avuto questa miracolosa capacità di buttarti tutto alle spalle. E, oggi, posso confessarti che, se da un lato, te la invidiavo, dall'altro, mi riempiva di tristezza"
"Perchè?" io
"perchè, alla fine, tutto quello che ti sei buttato dietro rischia di travolgerti. Ed arrivando alle tue spalle, non puoi accorgertene..."
"Forse hai ragione..." e tiro dritto. Interrompo bruscamente la conversazione per evitare di approfondire troppo le cose. Meglio buttarsele alle spalle.
Adesso avrei bisogno di una canzone che possa spazzar via tutto. Davanti e dietro. Che faccia tabula rasa e mi assordi con il suo rumore.
Zittisca la testa e faccia muovere le viscere.
Non so se c'è...che io stia cascando dal ciliegio?

17 marzo 2011

2+2=5

Devo cercare di svuotare la testa.
Rendere più lucida la mente e capire cosa succede.
In un modo o nell'altro sembra che, per me, sia la soluzione sbagliata.
Che esista una terza via?
Intanto meglio uscire a bere.
Non renderà la mente lucida ma almeno può interrompere momentaneamente il flusso...

13 marzo 2011

Punti di vista

La vita è fatta di sottintesi, di metafore, di doppi significati, di interpretazioni.
Ma è fatta anche di evidenze.
Intorno ci sono molte cose o situazioni che non mi piacciono. Ci sono persone che hanno comportamenti che non condivido o che trovo repellenti.
Tutto questo aumenta e, forse, comincio a pensare di essere io dalla parte del torto. Un gran bel torto, in effetti.
Tralasciando poi il fatto che io stesso ho comportamenti che possono andare a scontrarsi con modi di essere, o pensare, diversi.
Quindi, tutto è soggettivo? Non esiste un grado di giudizio obiettivo?
La soluzione potrebbe essere quella di rinchiudersi in un buen retiro nel quale non avere contatti con l'esterno.
Perchè, oggi, non si tratta più di sbagliare. Si tratta di essere sbagliati, o no.
Fortunatamente, quello che conta è grattarsi sotto le ascelle.

8 marzo 2011

Only the good die young

Quando ero piccolo andavo al pratone vicino casa e per ore giocavo con gli amici. Partite di calcio dalla durata interminabile, squadre fatte con l'antica tecnica del pari o dispari e sempre qualcuno che veniva messo in porta, esempio fanciullo di discriminazione, perchè non capace con i piedi.  C'era anche un ciliegio. A turno, a coppie, a terzetti, ci arrampicavamo. Il fatto che ci fossere le ciliegie, o meno, era puramente ornamentale.
Un pò meno piccolo, sopratutto d'estate, andavo al campetto a giocare a pallacanestro. Praticamente tutti i giorni. D'inverno, solo il sabato. Un paio di volte anche il giorno di natale con temperature proibitive.
Si giocava e si parlava. Si parlava e si andava alla bottega a fare merenda. E poi si tornava a giocare. Cinque contro cinque, quattro contro quattro, fino all'uno contro uno. Bastava ci fosse una palla, un canestro e qualcosa di semovente come avversario. Per i normali ma ricordo anche di uno che giocava spalle a canestro contro un albero...
Oggi, ancora meno piccolo, noto la differenza che c'è tra sbagliare o sbagliare un gol, un passaggio o un canestro.
L'importante, oggi come ieri, è non cadere dal ciliegio.

5 marzo 2011

Good Night. Good Luck.

A volte quello che vedo rifelsso nello specchio non mi piace.
Di conseguenza, non credo piaccia anche a chi mi vede dal vivo.
Certe sere mi rendo conto che quello che vorrei essere e quello che sono divergono in maniera netta. Anche questo non mi piace.
Quindi, la cosa migliore è chiudere e cercare di offendere il meno possibile il prossimo con un modo di essere che evidentemente risulta normale solo per me. Ma che, forse lo intuisco, normale non è per niente.
Cercare di avvicinarsi a come si vuole essere è un percorso difficile e solitario. Richiede un lavoro introspettivo non indifferente e una forza che, ora, stento a trovare. Mi auguro ci sia...
Buonanotte e buona fortuna...